Per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del sito, aggiorna il tuo browser.

Giovedì 6 Giugno 2019 - Eventi - Non ci sono ancora commenti

"L'importante è partecipare", quando è utilizzato per ostentare buoni sentimenti senza crederci realmente, diventa una di quelle espressioni inflazionate che viene privata del suo significato originale. Se poi la si dice prima di una partita e subito dopo si inveisce contro arbitri, giocatori avversari ecc., diventa ipocrita nonché imbarazzante.
Soprattutto diventa espressione vuota nel nostro momento storico dove vige il monopolio della performance, un'egemonia che tocca l’ambito sportivo, lavorativo, scolastico. 
Abbiamo reali alternative alla “quantità” e virare verso una “qualità” del nostro agire? Partiamo da un’isoletta felice: il Minibasket.
Il minibasket in sé è un gioco sport ( notare che viene prima la parola “gioco” e dopo “sport”) che molti reputano un basket con regole semplificate adatte ai bambini dai 6 agli 11 anni. Ma è realmente così?
Fortunatamente è un po’ più complesso e allo stesso tempo più semplice. Il minibasket è porre attenzione al viaggio e non alla meta. Naturalmente anche quest’ultima ha una sua importanza ma è relativa agli obiettivi della persona. Sfatiamo il mito che il minibasket abbia come fine il basket, naturalmente gli amanti della palla a spicchi auspicano a quello. Il minibasket ha come fine il miglioramento a 360 gradi del bambino e utilizza il basket, in situazioni di gioco, come strumento per arrivare a quel miglioramento. Il fine del minibasket è il bambino.
“Hai vinto?” “ Hai segnato?” sono le prime domande che vengono fatte dai genitori dopo una partita. Come se lo sport si riducesse a questo. E’ da queste riflessioni che parte Roberta Regis, componente del settore tecnico nazionale Minibasket, che all’incontro serale con i genitori ha spiegato cosa vuol dire immergersi nel mondo di questo meraviglioso gioco sport e di come sia fondamentale che società, istruttori e genitori camminino insieme per far crescere i propri ragazzi. “Camminare insieme” infatti è il progetto della Federazione Italiana pallacanestro a cui ha aderito Basket Rosa Bolzano che ha come scopo, oltre quello di far lavorare mini giocatori e giocatrici sul campo, quello di condividere con istruttori e le famiglie il percorso educativo e formativo che il minibasket regala. 
E’ iniziato nel pomeriggio con le nostre paperine e i nostri pulcini al Palamazzali, in un viaggio alla scoperta del controllo motorio. I bambini erano così attenti, silenziosi ed entusiasti durante le spiegazioni dell’istruttrice nazionale che ha destato ammirazione, e un pochino di sana invidia, tra istruttori e genitori. In un clima allegro e giocoso l’evento è proseguito con l’allenamento gazzelle/aquilotti, messi alla prova nell’uso efficace degli spazi in campo e nell’utilizzo del passaggio. Non può mancare la partita finale. “Nove e mezzo!” dà l’istruttrice, un ottimo “voto” per gratificare e dare merito ai nostri ragazzi del loro impegno e per spronarli a fare ancora meglio. Perché minibasket vuol dire migliorarsi insieme, crescere come persone prima che come giocatori. “Hai vinto? ”. La nostra risposta è stata “ Abbiamo giocato insieme, di squadra!”